Dopo circa due anni dall’uscita nelle sale cinematografiche, Terra Bruciata arriva finalmente in DVD. Il film documentario, diretto da Luca Gianfrancesco, racconta una pagina inedita della violenza nazista subita in Terra di Lavoro, nella provincia di Caserta e della ribellione della popolazione all’esercito tedesco. Il lavoro realizzato da MediaContents Production e distribuito al cinema da Istituto Luce Cinecittà è ora disponibile nella versione dvd. I materiali d’archivio, in parte inediti, provengono dal NARA di Washington. Tra gli interpreti abbiamo Antonio Pennarella, Arturo Sepe, Lucianna De Falco, Paola Lavini, Mino Sferra e Antonello Cossia. Alle riprese del film-documentario hanno preso parte alcuni gruppi di reenactors italiani tra cui l’ass. “Noi soldati al fronte 43-45”, l’ass. “Museo Historicus”, l’ass. “36th Div. Texas Reenactment Napoli”, il Museo Internazionale delle Guerre Mondiali ed il museo Combat Road. Un contributo fondamentale, nella ricostruzione dei fatti accaduti nell’autunno del 1943 è stato dato dallo storico e scrittore Giovanni Cerchia.

 

        

 

 

 

TERRA BRUCIATA! UNBOXING  

Il cofanetto home video al suo interno oltre a contenere il film è arricchito da un booklet dello storico e scrittore Giovanni Cerchia. Nel menù del DVD, gli appassionati del genere troveranno alcuni contenuti extra come le 7 scene inedite del racconto dei superstiti e una ricca galleria fotografica.

 

 

SINOSSI

La mattina del 1° novembre 1943, a Conca della Campania, un minuscolo borgo della provincia di Caserta, 19 civili vengono trucidati da una pattuglia di militari tedeschi. Graziella Di Gasparro, figlia di uno dei caduti, lotta strenuamente da anni per tener viva la memoria di quell’eccidio dimenticato.

Dopo le Quattro Giornate di Napoli, a Riardo, un piccolo centro a pochi chilometri da Capua, una banda Partigiana riesce a scacciare con le armi i tedeschi dalla cittadina mentre le istituzioni e gli abitanti di Tora e Piccilli, con il silenzio, salvano una cinquantina di ebrei dalla deportazione. Ed è proprio in risposta a questa insubordinazione, ormai diffusa sul tutto il territorio, che i comandi tedeschi danno libero sfogo al dissennato campionario di violenze contro la popolazione civile che causò 752 vittime. Caserta, infatti, è la provincia dell’Italia meridionale più colpita dallo stragismo nazista.

La strage di Conca della Campania, quindi, secondo la tesi dello storico Giuseppe Angelone, assume un ruolo chiave per comprendere al meglio quel processo che trasformò l’occupazione tedesca dell’Italia da una presenza militare “tollerata” ad un’egemonia aggressiva e violenta nei confronti della popolazione civile.

Graziella, dopo anni di sofferenze, con la visita dell’ambasciatrice tedesca a Conca della Campania, in occasione della 73° commemorazione della strage, oltre al riconoscimento per le sofferenze, sue e dei suoi concittadini, ha finalmente avviato un processo di riconciliazione con il suo tragico passato.

 

       

 

NOTE DI REGIA

L’idea del film nasce da due esigenze: la necessità di raccontare una storia inedita ai più e colpevolmente sfuggita ai radar della grande storia e della politica e, di conseguenza, rimossa dalla memoria collettiva e individuale del nostro paese e l’urgenza di rendere giustizia agli ultimi superstiti di una vicenda che, a più di settant’anni di distanza, può ancora aiutare da un lato a comprendere meglio le radici di quella metamorfosi che trasformò una presenza militare “pacifica” o, in alcuni casi tollerata, in una brutale repressione contro popolazioni inermi, che, oltre alla distruzione del tessuto economico ed industriale, costò la vita a un migliaio di civili, e dall’altro può fornire dati importanti sulla genesi delle Resistenze civili ed armate, che videro come protagoniste intere comunità della Campania centrosettentrionale.

Nei tre anni che sono occorsi a me per raccogliere tutte le interviste e girare le ricostruzioni in costume, e allo storico Giuseppe Angelone per portare a termine un lavoro di ricerca sistematico sulle dinamiche dei singoli episodi e sulla conta delle vittime, il dato sorprendente è stato trovare tanti ultraottantenni che, a dispetto del silenzio delle istituzioni e di una buona parte della storiografia, da anni non aspettavano altro che qualcuno ascoltasse le loro storie, custodite nella memoria vivida e drammatica di uomini e donne che, a 75 anni di distanza, ricordano con dolore e, in alcuni casi, con rabbia quegli episodi che cambiarono per sempre la loro esistenza.

Ecco, questo film è dedicato soprattutto a loro e alla speranza che attraverso le loro voci si possa giungere, finalmente, alla costruzione di una memoria condivisa che, sgombrando il campo da alcune tesi revisionistiche, possa finalmente includere il Meridione d’Italia nel racconto del difficile e tragico percorso che condusse alla liberazione del paese”. Luca Gianfrancesco

Terra Bruciata! è un tassello importante nei documentari che rendono ancora oggi viva la memoria di un’Italia meridionale devastata dalla crudeltà della Seconda Guerra Mondiale e dagli eccidi nazisti.

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