Da bambini non mancavano serate in cui le persone più anziane ci parlassero del primo conflitto mondiale, meglio conosciuto come “Grande Guerra”. Quei racconti erano molto lontani dal nostro mondo attuale e forse non capivamo bene quale fosse l’importanza di quel periodo storico. Seduti accanto al camino il nonno ci narrava le sue storie di guerra ed i fatti accaduti durante quel periodo. A distanza di diversi anni avendo abbracciato la passione e lo studio per la storia, riusciamo a comprendere meglio e valorizzare tali racconti. Da studiosi della materia può capitare di trovarci dinnanzi un oggetto appartenuto ad un soldato o risalente a quel determinato periodo storico.

Guerra di trincea

Molte, sul territorio italiano, sono le persone che cercano di mantenere in vita la memoria storica di quel periodo, recuperando oggetti e donandoli ai musei. Una tra queste è Sonia Bianchini, 45 anni abitante del Veneto, appassionata di storia e recuperante di cimeli appartenuti ai soldati che hanno combattuto la prima guerra mondiale.

Sonia Bianchini




In questi giorni abbiamo avuto l’opportunità di contattare Sonia e scambiare pareri e farle qualche domanda.

DM: <<Salve Sonia, presentati e spiegaci come nasce la tua passione>>.

S: <<Il mio nome è Sonia Bianchini, ho 45 anni e vivo in Veneto. Appassionata da sempre di storia e soprattutto delle vicende della prima guerra mondiale…ho per molti anni osservato, durante le escursioni in montagna, le innumerevoli testimonianze di una guerra senza uguali…scatolette arrugginite, piccoli bossoli, frammenti di schegge presenti in moltissimi sentieri. Poi assieme a mio marito ed a mia figlia abbiamo iniziato a raccoglierli, pulirli, metterli nelle vetrinette a casa…..abbiamo studiato libri, cartine e ci siamo documentati sui permessi e le limitazioni ed acquistato il primo metal detector>>.

DM: <<Quanto tempo è trascorso da tuo primo approccio verso questa passione?>>.

S: <<Sono trascorsi 15 anni da allora, dedicati alla ricerca, alla pulizia, alla catalogazione e soprattutto alle donazioni di reperti ai musei>>.

DM: <<Per la raccolta dei cimeli della grande guerra, c’è bisogno di un’autorizzazione regionale?>>.

S: <<Si e dal 2014 sono in possesso dell’autorizzazione regionale per la raccolta dei cimeli, ed ogni occasione la sfrutto per insegnare, a chiunque si avvicini a questo hobby, il rispetto per i luoghi e per i caduti!>>.

DM: << Ci puoi spiegare meglio cosa è questa autorizzazione regionale e come si ottiene?>>.

S: <<In Veneto, per la raccolta dei cimeli della Grande Guerra, indistintamente che si usi o no il metal detector serve un’autorizzazione, detta anche “Patentino” della durata di 5 anni rinnovabile. In mancanza di tale documento, in caso di controllo da parte delle autorità sono previste sanzioni amministrative importanti… Il costo per ottenerla è di € 150,00 (somma che non dovrai versare nel caso tu sia iscritto ad una Associazione storico-culturale, combattentistica o d’arma) oltre a due marche da bollo di € 16,00>>.



DM: <<Quali mezzi utilizzi per divulgare e sensibilizzare le persone a tale argomento?>>.

S: << Da anni sono presente sui social per condividere con gli altri la mia esperienza, e per fare in modo che il sacrificio dei nostri soldati non venga dimenticato. Grazie alle Amazzoni del metal, gruppo di cui sono moderatore, ho la possibilità di continuare il mio percorso di condivisione e, assieme a loro ed a tutti i gruppi associati, di continuare ad imparare e dissotterrare pezzi di una storia che appartiene a tutti noi!>>.

Ringraziamo Sonia Bianchini per le preziose informazioni che ci ha dato e vediamo un po più dettagliatamente cosa prevede la DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 952 del 05 giugno 2012. 

Grazie a tele deliberazione:

i privati ora potranno raccogliere cimeli e reperti mobili della grande guerra, individuabili a vista o comunque affioranti dal suolo e recuperabili solo con l’uso delle mani o con il ricorso a mere movimentazioni di superficie, anche avvalendosi di metal detector, ma escludendo in ogni caso operazioni di scavo.

La legge,  prevede che tale attività possa essere esercitata solo previa autorizzazione rilasciata su richiesta dalla giunta veneta.

Non si potranno raccogliere cimeli nelle aree vincolate a musei all’aperto e in quelle accanto a sacrari, ossari e cimiteri di guerra.  Il titolare del permesso regionale di raccolta è tenuto ogni anno ad inviare alla giunta regionale una relazione sui luoghi visitati segnalando i siti che ritiene interessanti.

Inoltre la “DISCIPLINA DELL’ATTIVITÀ DI RACCOLTA DEI CIMELI E REPERTI MOBILI DELLA GRANDE GUERRA” prevede tali articoli.




Una legge unica che disciplini la raccolta di cimeli dal suolo e l’uso del metal detector come strumento di ricerca è oggetto di dibattito tra i vari gruppi ed associazioni italiane di metal detecting. Alcuni club sono a favore di una legge che promuovi e regolamenti tale pratica. Molti altri detectoristi, avvalendosi delle leggi attuali che salvaguardano le zone a vincolo archeologico e paesaggistico e vedendo il metal detecting come un hobby e non come disciplina sportiva, ritengono superflue l’attuazione di leggi che possano essere più restrittive nei confronti di tale passatempo.

La vera legge del metal detecting è dunque quella morale dettata dal senso civico che ci spinge a valorizzare la storia e le memorie sepolte del nostro paese.