L’est Europa nei film di guerra

Nell’immaginario collettivo i film ambientati durante la seconda guerra mondiale hanno nella maggior parte dei casi come protagonisti i soldati U.S Army impegnati nei combattimenti contro le forze tedesche della Wehrmacht. La storia ci insegna che il secondo conflitto mondiale si è esteso anche sul versante dell’est Europa coinvolgendo diverse milizie. Sanguinarie battaglie si sono consumate nelle capitali dell’Europa orientale tra cui Varsavia, Budapest e Mosca.

In questi ultimi anni il mondo del cinema si è focalizzato su scenari di guerra non molto conosciuti e che hanno suscitato grosso interesse negli appassionati del genere. Una spinta positiva e realistica sul genere “combat” ci viene data dal regista polacco Jan Komasa, con la direzione e la sceneggiatura del film “Maisto 44” aka Warsaw 44.

Partigiani per le strade di Varsavia (scena del film)

 

La trama

Il film si presenta sin dalle prime scene in tutta la sua reale crudezza e racconta di un gruppo di adolescenti che si affaccia verso realtà dei combattimenti portati avanti dalla resistenza polacca durante l’assedio di Varsavia. Con la morte di un primo loro amico comprenderanno che la guerra non è un gioco e che dovranno vendere cara la pelle fino alla fine dei combattimenti.

Il protagonista del film è Stefan, figlio di un partigiano polacco morto durante uno scontro a fuoco contro l’esercito tedesco. Il ragazzo appena diciottenne, inizia a lavorare presso una fabbrica di cioccolato per mantenere la mamma ed il fratello minore, ma ben presto entra in contatto con un gruppo di partigiani polacchi. Nonostante abbia giurato alla madre di non entrare a far parte della resistenza, aderisce al movimento partigiano dopo aver rincontrato, Kama una vecchia sua amica.

Ragazzo che imbraccia il mitra PPSh-41

La ricostruzione storica è molto ben curata, a partire dai costumi di scena e dalle armi utilizzate. Nulla è lasciato al caso. Gli effetti speciali curati da Richard Bain sono sorprendenti e non mancano riprese in prima persona.

Durante le riprese del film sono stati utilizzati molti modelli di armi. Come detto prima il regista ha cercato di dare un impronta quasi maniacale alla ricostruzione dei minimi particolari che compaiono nel film.



 

Le armi utilizzate nelle scene del film

Ecco un modello di pistola utilizzato dall’esercito polacco. Stiamo parlando della Vis wz. 35 Radom pistol. Quest’arma di fabbricazione polacca, fu ampiamente utilizzata dalla resistenza durante l’invasione da parte della Germania. 

Vis wz. 35 Radom pistol

Un’altro tipo di pistola utilizzata nel film è la Walther P38. Un’arma utilizzata in molte serie tv ed altri film.

 

 

 

Walther P38

 

Tra i mitra utilizzati in alcune scene possiamo notare lo Sten Mk II, mitragliatore carabina dall’aspetto molto spartano e di semplice produzione, con possibilità di facile distribuzione ai gruppi di resistenza. Durante il conflitto furono prodotti circa 4,5 milioni di pezzi.

 

Sten Mk II

Altro mitragliatore che si può vedere nel film è il PPSh-4, arma ampiamente utilizzata dall’Armata Rossa, durante la seconda guerra mondiale. Quest’arma nasce con un caricatore a tamburo da 71 colpi, ma per praticità in seguito furono utilizzati caricatori più leggeri da 35 colpi.

PPSh-41

 

 

 



Tra i fucili di scena possiamo notare il Mosin-Nagant-M1891-Infantry, fucile Bolt-Action con un calibro di 7.62x54mm (Rimmed).

 

 

 

Mosin-Nagant-M1891-Infantry

 

Come altre armi utilizzate nel film compare il PIAT (Projector, Infantry, Anti-Tank), arma anticarro utilizzata dall’Esercito britannico. Questo tipo d’arma non è un lanciarazzi come il “Bazooka” ma sfrutta la tecnica del mortaio di spigot. La granata non è propulsa da un razzo ma da una carica di lancio.

PIAT

 

 

Un film cult polacco

Tra tutti i modelli di armi utilizzati abbiamo cercato di elencarne alcune che solitamente non si vedono facilmente sul grande schermo.

Si nota subito, quale sia stato l’impegno e il dispendio di risorse utilizzate per ultimare la realizzazione di questo film. Sicuramente Maisto 44 è diventato un film cult polacco per l’intensità dei fatti narrati durante i 63 giorni dell’insurrezione di Varsavia.

Documento unico caratterizzato da una assoluta crudezza che riporta alla luce le atrocità di quel periodo.

scritto da Maurizio Petrone

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