Durante le nostre ricerche con il metal detector è probabile imbatterci in ritrovamenti di oggetti bellici. Infatti a causa delle guerre mondiali, il nostro territorio è ancora disseminato di ordigni bellici ad alto potenziale esplosivo. Introdurremo le basi del munizionamento per armi da fuoco al fine di riconoscerlo ed evitare di procurare danni a noi stessi e alle persone che ci sono accanto. Qualora ci imbattessimo in qualunque residuato bellico la prima cosa da fare è circoscrivere la zona con opportuna  segnaletica, allontanarci e segnalare il ritrovamento alle forze di pubblica sicurezza. Vediamo quali sono gli elementi che caratterizzano una munizione.

 

Le cartucce

Le munizioni per un arma portatile sono dette anche cartucce e sono composte da 5 elementi principali. 1) Il proiettile; 2) Il bossolo; 3) la polvere da sparo; 4) Il fondello; 5) L’innesco

Schema di una munizione

 

Il bossolo

Il bossolo come vedremo, rappresenta un elemento principale e portante della cartuccia. Infatti assolve la funzione di contenere il proiettile e sul fondello presenta la sede dell’innesco ed inoltre assolve la funzione di contenere la carica di lancio. Il materiale con cui è costituito il bossolo deve essere elastico e con un elevato punto di rottura al fine di garantire un buon funzionamento della munizione durante la deflagrazione. I bossoli sono costruiti con diversi materiali in base all’impiego utilizzato. Nelle armi da fuoco con canna ad anima liscia che normalmente sono cartucce a pallini, l’anima del bossolo è di cartone con un fondo di ottone dove è alloggiato l’innesco. In armi con anima rigata si utilizzano bossoli metallici monopezzo. Ciò è dovuto all’alta pressione esercitata durante la deflagrazione e per garantire un ottimale funzionamento di armi semiautomatiche ed automatiche. Il materiale più usato per la costruzione del bossolo è una lega d’ottone o l’acciaio dolce placcato. Il bossolo si distingue in diverse parti secondo il tipo.

A) il CORPO; B) il FONDELLO; C) il COLLARINO; D) la SCANALATURA; E) la SPALLA; F) il COLLETTO

Il fondello di una munizione può essere di diversa forma in base all’arma di utilizzo.

Utilizzeremo la denominazione USA per elencarli.

RIMMED: Il fondello presenta un collarino di diametro superiore a quello del bossolo.

SEMIRIMMED: Questo tipo di configurazione è simile alla precedente ed il rilievo del collarino rispetto al bossolo è meno marcato. Questo tipo di configurazione facilita l’alimentazione delle armi a ripetizione semi automatica.

RIMLESS: Viene ottenuta praticando una scanalatura lungo la circonferenza del bossolo ed il collarino in questo caso ha lo stesso diametro del bossolo. Questa condizione è ottimale per armi semiautomatiche o automatiche in quanto permette alla cartuccia prelevata dall’otturatore di slittare agevolmente sulla sottostante senza provocare malfunzionamenti nell’alimentazione.

REBATED: In questo caso avremo il collarino di diametro inferiore a quello del bossolo.

BELTED: E’una configurazione di tipo rimless con una cintura di rinforzo al di sopra della scanalatura. Questo tipo do fondello trova impiego in cartucce ad alta intensità denominate negli USA come “magnum”.

Tipi di collarino

 



L’innesco

Il processo fisico-chimico che porta all’accensione della carica di lancio è abbastanza complesso. L’innesco è costituito da una piccola quantità di esplosivo che detona quando viene sottoposto ad un urto da parte di un agente meccanico. Le miscele innescanti sono costituite da sali organici di piombo a cui sono aggiunti composti organici come il tetrazene. I sistemi di innesco attualmente in uso sono due. a) Sistema a PERCUSSIONE CENTRALE ; b) sistema a PERCUSSIONE ANULARE.

Il sistema a percussione centrale sfrutta due tipologie di innesco: il Berdan e il Boxer

Il sistema Berdan, detto anche BIFOCALE, prende il nome dal Colonnello Hiram Berdam ingegnere e militare Americano. Tale innesco fu brevettato nel 1866 ed è costituito da una capsula dove all’interno c’è la mistura esplosiva. L’incudinetta si trova sul fondo dell’alveolo del fondello dove ai lati sono praticati due fori per lo sfocamento.

Il sistema Boxer detto anche MONOFOCALE è costituito da: a) Foro di vampa; b) Incudinetta c) Mistura esplosiva.

Questo sistema ha soppiantato di gran lunga il sistema del colonnello Berdan. Infatti la presenza del foro centrale permette l’estrazione dell’innesco utilizzato e potendo riutilizzare il bossolo ai fini di ricarica.

Sistemi di innesco Boxer e Berdan

Il sistema ad innesco a percussione anulare non sfrutta nessun meccanismo collegato al bossolo. La miscela innescante si trova sul fondo del collarino del fondello. Tale sistema viene utilizzato per munizioni a basso potenziale.

 

La carica di lancio

All’interno del bossolo abbiamo la carica di lancio la quale infiamma rapidamente all’azione dell’innesco, emettendo dei gas che tendono ad espandersi. Questi tipi di esplosivi si ottengono per nitrazione della cellulosa pura che viene trattata con solventi al fine di ottenere una struttura gelatinizzata omogenea. Le polveri ottenute da questo procedimento si dividono in monobasiche quando la nitrocellulosa è trattata con solventi volatili e a doppia base quando si utilizzano solventi non volatili che restano legati alla nitrocellulosa contribuendo alla carica esplosiva. Una volta ottenuto, il propellente subisce un processo meccanico che lo modella in granuli di forma abbastanza regolare, simili a solidi geometrici.

Propellente a forma di cilindro forato

Molto importante, dunque è la forma del propellente dalla quale dipende la velocità di combustione.



Il proiettile

Il proiettile è l’oggetto destinato all’offesa del bersaglio e si può distinguere in tre parti principali: a) la BASE; b) il CORPO; c) l’OGIVA.

struttura del proiettile

Il proiettile una volta espulso dalla canna viaggia ad una velocità iniziale ed ha un’energia cinetica le quali durante la traiettoria tendono a diminuire a causa dell’attrito con l’aria. Nel momento in cui impatta sul bersaglio l’energia cinetica per le leggi della fisica si trasforma in lavoro meccanico. La base del proiettile può essere di 3 forme: 1) PIATTA – che corrisponde alla configurazione più comune; 2) CAVA – per sfruttare al meglio la pressione dei gas esercitata sulla parete interna dell’alveolo. 3) RASTREMATA – dove la forma tronco conica aumenta la qualità aerodinamica del proiettile. Per quanto riguarda il corpo del proiettile sulla superficie è possibile riscontrare una scanalatura, che funge da riscontro per il colletto nel momento in cui viene effettuato il crimpaggio. Tale solco detto anche “corona di forzamento” svolge la funzione di diminuire l’attrito all’interno della canna. Il proiettile può essere completamente di piombo o rivestito con una lega.

La camiciatura conferisce allo stesso una buona indeformabilità. Si utilizza per lo scopo una lega di ottone denominata “Gilding”. I proiettili possono essere camiciati parzialmente o totalmente. I primi hanno maggiore potere perforante i secondi maggior potere di espansione al fine di aumentare la lesività. Molto importante è anche la forma dell’ogiva. Infatti tra le tante conformazioni ricordiamo quella Emisferica, Conica e Troncoconica.

(D.M.)