Sono molti i libri di storia che narrano la scoperta di smisurate ricchezze da parte dell’uomo. Fin dai tempi più remoti l’essere umano è stato sempre affascinato dai tesori ed ha compiuto gesta incredibili per poterli conquistare. Molte sono, inoltre le leggende sull’oro maledetto che hanno colpito chi ne veniva in contatto.

Le prime estrazioni d’oro da parte dell’uomo sono da ricercare oltre 6000 anni fa, nelle regioni dell’Africa settentrionale, in Mesopotamia e Mediterraneo orientale. Molti sono i documenti arrivati fino ai nostri giorni che ci prospettano la ricerca dell’oro anche durante il periodo dell’antico Egitto.

Estrazioni aurifere nell’antico Egitto



Infatti il documento più antico che ci illustra tale attività è il “papiro delle miniere d’oro” conservato nel Museo Egizio di Torino, risalente al Nuovo Regno. Molti furono gli avventori che si lanciarono alla ricerca delle tombe dei faraoni. Tra questi i più famosi sono Howard Cartner e Lord Carnarvon i quali furono investiti di notorietà all’inizio del XX secolo per aver scoperto la tomba del faraone Tutankhamon.

Howard Certner

Sull’entrata della tomba del faraone c’era un iscrizione che recitava tali parole: “La morte scenderà rapidamente su colui che ha turbato il sonno del faraone“. Potrà sembrare un banale anatema, quello lanciato dal faraone, per dissuadere chiunque volesse profanare tale sito, colpì dopo qualche tempo proprio il suo finanziatore e cioè Lord Carnarvon che morì in circostanze misteriose in una stanza di hotel presso il Cairo. Le sue ultime parole in preda al delirio di una febbre altissima furono: “E’ finita, ho sentito il richiamo e mi preparo“.

Sarcofago di Tutankhamon



Ci sono molte teorie postume su tale morte ad esempio la puntura d’insetto che in un fisico già debilitato come il suo portò ad un infezione generalizzata che presto si trasformò in polmonite. Nei periodi successivi molte furono le altre morti attribuite alla maledizione dei faraoni. In effetti tutti i partecipanti a tali scoperte erano esposti ad esumazione di mummie ed accusavano tutti gli stessi sintomi ed infezioni alle vie respiratorie.

Pedro De Alvarado

Altre leggende sono legate invece al tesoro di Montezuma, imperatore azteco barbaramente trucidato dal condottiero spagnolo Pedro de Alvarado braccio destro di Hernán Cortés. Quest’ultimo a capo di un piccolo esercito invase l’attuale Messico con il piano di sottomettere l’imperatore Azteco e portare via quanto più oro possibile. L’impresa non fu per nulla facile in quanto gli spagnoli non si trovarono d’avanti ad una semplice tribù, ma ad una società ben strutturata con un proprio esercito. Inoltre i conquistatori erano appesantiti da armamenti e non abituati a muoversi su di un territorio paludoso.

Incontro tra Cortés e Montezuma

La strategia utilizzata da Cortés in principio, fu quella della diplomazia. Infatti riuscì a farsi ricevere dall’imperatore, il quale ritenendolo una divinità gli riservò il privilegio di mostrargli la piramide del sole. Una volta scoperta la stanza contenente l’oro, Cortés prese in ostaggio l’imperatore Montezuma così da poter ricattare gli aztechi a farsi consegnare tutto l’oro. Durante la rivolta delle classi nobili azteche l’imperatore additato come traditore rimase ucciso durante quello che fu chiamato “il massacro del grande tempio”. L’assedio durò molto tempo e ben presto tra i coloni si diffusero disturbi gastrointestinali seri che portavano fino alla morte. Dunque, ci fu la convinzione che questi sintomi erano legati alla maledizione lanciata dal sovrano azteco ai conquistadores.



Piramide del Sole

Tale sintomatologia attualmente prende il nome di diarrea del viaggiatore ed è una patologia infettiva legata a trasmissione oro-fecale di agenti patogeni, che si manifesta per l’ingestione di liquidi o cibi contaminati. Ritornando al tesoro degli aztechi, gran parte di esso non arrivò mai su i brigantini spagnoli pronti a partire per far ritorno in patria. Infatti durante la strada del ritorno una parte del tesoro precipitò nel lago di Tenochtitlán, capitale del regno azteco, attuale lago di Texcoco.

Monete ricavate con l’oro azteco

Questo avvenimento venne ricordato come la “noche triste” e si narra che Cortés pianse tutta la notte vedendo, svanire il tesoro e molti soldati della retroguardia che fu massacrata dagli indigeni.

In Arizona, nel sud-ovest degli Stati Uniti d’America, echeggia la storia della maledizione del tesoro dell’olandese. In una miniera sulle “montagne della superstizione“, ci sarebbe un grosso giacimento aurifero. Questa zona protetta dagli Apache era denominata: “il luogo dove il Diavolo gioca”. Un missionario spagnolo in contatto con queste tribù, sarebbe venuto a conoscenza di tale miniera ed anni dopo suo nipote, Don Miguel Peralta, rivelò a sua volta il segreto a due emigranti tedeschi,  Jacob Waltz e Jacob Weiser, come riconoscenza per averlo salvato durante una sparatoria. Don Miguel inoltre, in cambio delle informazioni chiese ai due se lo volessero accompagnare alla ricerca del tesoro.



Mappa del sito della miniera

Questi preparata una squadra di minatori ed un esercito privato partirono alla volta delle montagne alla ricerca della miniera. Si narra che gli avventori riuscirono a ricavare circa 60.000 dollari in oro. Molte sono le versioni di questa storia, che si trovano sulle cronache dell’epoca. Da queste storie, molti ricercatori dei giorni nostri, hanno preso spunto per organizzare altre spedizioni, molte delle quali si sono concluse, tragicamente con la sparizione degli stessi cercatori. Anche qui, in Arizona si crede alla tesi della maledizione legata all’oro della miniera dell’Olandese. Tale fenomeno ha portato a costituire una squadra speciale di recupero “SSRA” che opera sulle montagne della superstizione, per fronteggiare e soccorrere le centinaia di sconsiderati che partono alla ricerca del tesoro sotto un sole battente ed una temperatura che supera i 46°C.

La corsa per la ricerca dell’oro è un fattore che ha da sempre spinto l’uomo oltre i suoi limiti sfiorando la follia. Quando si effettua una ricerca è buona norma, che sia affidata, in caso di pericoli, a persone esperte del settore.

Doctor Metal.