Da un po’ di tempo a questa parte il metal detecting si è arricchito di un’ulteriore tecnica di recupero, il magnet fishing, che consente all’appassionato di esplorare zone che prima potevano risultare poco ispezionabili. Parliamo di torrenti, pozzi, ruscelli, guadi, foci, spiagge, laghi, paludi e qualunque altro posto che abbia un fondo o un fondale che possa suscitare interesse in attività di ricerca.

A questo proposito un buon magnete al neodimio e qualche metro di corda possono aiutarci a scandagliare i luoghi sopra citati per verificare se le acque nascondono oggetti interessanti o se la sedimentazione dei corsi d’acqua ha trascinato con sé qualcosa nel corso del tempo.

Scopriamo insieme l’equipaggiamento e le tecniche per una buona sessione di magnet fishing

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L’attrezzatura per il magnet fishing

 

Il primo strumento di cui sicuramente avremmo bisogno di dotarci sarà un magnete (calamita). In commercio ne esistono di diverso tipo che si distinguono per capacità di carico (ovvero quanti chilogrammi è in grado di sollevare il magnete) e struttura di aggancio (con gancio aperto, a occhiello, con foto, ecc..). Il costo di un magnete di media capacità di carico si aggira intorno ai 15€, ma in fondo almeno che il magnete non venga perso in acqua o che la corda cui è ancorato si spezzi, riuscirà a far bene il suo lavoro per tutta la vita, in quanto l’acciaio di cui è fatto e la longevità elettromagnetica del neodimio (materiale di cui è composto il nucleo della calamita)  ne garantiscono un utilizzo efficace per diversi decenni.


Magnete al neodimio

 

Il secondo oggetto a cui andrà assicurato il nostro magnete sarà una corda. Il team consiglia una corda di tipo nautico non troppo esile, in quanto rocce o altri oggetti potrebbero comprometterne l’integrità,  ma nemmeno troppo spessa, poiché verrà persa gran parte della flessibilità e sensibilità utile al lancio e al recupero del magnete. Lo spessore ideale si aggira indicativamente tra gli 8 e i 10 millimetri di diametro. Per quanto concerne la lunghezza rimettiamo la scelta agli appassionati, ricordando però che una corda troppo corta non consentirà di indagare approfonditamente sul fondale, e che una corda troppo lunga sarà più difficile da gestire e da lanciare. Approssimativamente una buona lunghezza si aggira sui 15/20 Volendo essere precisi ed esaustivi riportiamo anche la nostra metodologia di fissaggio del magnete alla corda.

 

Il montaggio

 

Un efficace nodo marinaro allaccia la corda a un gancio filettato avvitato saldamente al magnete con rondella e dado autobloccante. Per essere sicuri che la corda non si sciolga il team ha completato il nodo con una fascetta metallica stretta al capo della corda la cui estremità è stata precedentemente “bruciacchiata” per renderla rigida e fare più spessore.

sistema di blocco

sistema di blocco



Il team di Doctor Metal vi ringrazia per l’attenzione e augura a tutti buon divertimento con il magnet fishing un’ottima variante del metal detecting.

Autore: Mattia Scotto

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