La querelle che infiamma gli animi dei detectoristi è da sempre quella legata alle frequenze operative del metal detector. Infatti capita spesso di vedere vere e proprie battaglie sul web per eleggere la migliore. Ognuno vanta la frequenza perfetta, quella che farà trovare magicamente la pepita d’oro o l’anello nella foresta incantata. Si sentono spesso frasi del tipo: <<il mio metal ha una frequenza che sfonda!!!>>. Cerchiamo di capire, prima di entrare nello specifico dell’argomento, cosa è una frequenza operativa. In fisica la frequenza di un fenomeno periodico corrisponde al numero di eventi che si ripetono nell’unità di tempo. Dunque è l’inverso del periodo T che misura la durata di un evento. Viene indicata con la lettera v ed è misurata in hertz.

Un onda che si propaga nel vuoto.

Possiamo dunque ricavare tale formula v = 1/T. Passiamo ora alle onde elettromagnetiche e vedremo che la frequenza v corrisponde al numero di cicli d’onda che passano per un dato punto nell’unità di tempo. La sua misura è l’hertz (Hz) e corrisponde a 1 ciclo al secondo. In questo caso la frequenza v sarà legata alla velocità della luce c nel vuoto. Ricaviamo la seguente formula v = c , dove λ corrisponde alla lunghezza d’onda. Detto ciò iniziamo a capire qual’è la scelta di una frequenza per un metal detector e che cosa comporta una variazione della stessa in termini di ricerca. Riferendoci ai metal detector con tecnologia VLF (Very Low Frequancy), esistono molti modelli che operano a frequenze ben diverse. Volendo fare degli esempi il famoso Garrett Ace 250 lavora ad una frequenza di 6,5 kHz, il Fisher F19 ad una frequenza di 19 kHz, il Teknetics T2 classic utilizza una frequenza di 13 kHz.

Fisher F19

Garrett Ace 250

Ci sono anche metal detector che utilizzano più di una frequenza di ricerca ed infatti vengono detti multifrequenza. Possiamo sicuramente nominare il famoso Deus della XP che opera alle frequenze 4 kHz, 8 kHz ,12 kHz, e 18 kHz. Cerchiamo di comprendere meglio perché si adoperano tutte queste frequenze. Per comodità possiamo dividere le frequenze operative in due categorie. La categoria delle frequenze basse e quella delle frequenze alte.


Frequenze alte e basse.

 

Vediamo quali sono i pregi ed i difetti di queste due categorie. Utilizzando una frequenza bassa, in teoria il nostro metal detector riuscirà a penetrare di più nel terreno avendo una lunghezza d’onda più grande. Sarà ottima per rilevare i metalli con una buona conduttività (argento) e quindi non ideale per i metalli ferrosi a bassa conduttività. Inoltre non sarà adatta per rilevare gli oggetti molto piccoli. Le frequenze alte avendo un onda molto stretta non riescono a penetrare in modo ottimale il terreno, ma risultano ottime per rilevare oggetti di dimensioni ridotte e con una bassa conduttività come piccole pepite d’oro. Inoltre una frequenza alta da la possibilità di rilevare un oggetto con maggior precisione. Tutto ciò ovviamente è su base teorica, sfruttando le leggi della fisica legata all’elettromagnetismo.

pepita d’oro

Sappiamo bene che a volte la teoria non corrisponde alla pratica. Infatti abbia già parlato in un altro articolo riguardante il funzionamento del metal detector che ci sono diversi fattori che influenzano la ricerca. (posizione e profondità del metallo rilevato, tipo di piastra, bilanciamento del terreno, ecc.).  Per questo motivo alcune case costruttrici preferiscono mettere sul mercato metal detector che scandagliano il terreno con più frequenze allo stesso tempo (Minelab CTX 3030). Dunque forse non esiste una frequenza perfetta, ma sicuramente sappiamo che il detectorista deve essere accompagnato da una grande dose di fortuna durante le sue ricerche.

(D.M.)