Quante volte ci è capitato di dover scavare in un terreno argilloso e avere a disposizione una misera pala pieghevole? Viceversa, chi non ha mai avuto il fastidio di trovarsi in un prato fangoso con un’inutile coltello da scavo? Ancora, quanto è faticoso avvinghiarsi in suolo morbido e pieno di radici con una piccozza a punta?

Insomma, per quanto ci si possa arrangiare, è bene avere a portata di mano uno strumento adatto che ci consenta di scavare in poco tempo, senza fatica ed evitando di deturpare eccessivamente il terreno che ospita le nostre operazioni di ricerca.

La scelta dei nostri attrezzi da scavo dipende fondamentalmente dalle condizioni della superficie con cui andremo ad approcciare, ed è per questo motivo che a seguire analizzeremo nel dettaglio le caratteristiche e gli utilizzi della maggior parte dei prodotti in commercio idonei ad affiancare il detectorista. 

 

Piccozza

 

Parliamo in linea di massima di uno degli attrezzi sicuramente più resistenti e versatili, capace di spaccare qualche pietra e di penetrare nei sentieri sterrati e battuti, dove puntualmente a pale e scavini viene piegata la punta o addirittura viene spezzato il manico. 

Per ovvie ragioni il suo impiego risulta determinante in superfici dure, pietrose, argillose, grazie ad un manico con una leva d’azione corta e da una parte ricurva in acciaio (generalmente) robusta, terminante con due punte oppure con un’estremità a punta e l’altra a taglio (molto utile nel caso in cui il target dovesse trovarsi malauguratamente al di sotto di vecchie radici o altri ostacoli). Essendo uno strumento dalle modeste dimensioni può essere trasportato senza problemi nello zaino oppure, per coloro che non intendono separarsene in fase di ricerche, può essere infilato in un pratico occhiello da agganciare alla cintura.  

In commercio ne esistono moltissimi modelli, il cui prezzo dipende senza dubbio dalla qualità e dalla fattura. Noi in ogni caso consigliamo un prodotto almeno in acciaio temprato, evitando l’acquisto di articoli scadenti che alla prima uscita si rompono o si rovinano.

 

Pale e vanghe

 

La quantità di terreno smossa da una buona pala è impareggiabile, adatta a sollevare grosse zolle di terreno in modo da raggiungere facilmente target nascosti in profondità. Attualmente il mercato offre soluzioni per soddisfare ogni esigenza e gusto; pieghevole, in acciaio cromato, a punta o a testa piatta, seghettata, lunga o corta, la pala e la vanga si prestano ad un tipo di terreno generalmente morbido, erboso o ghiaioso.  



 

Per quanto l’acquisto di questo strumento, i prezzi per una pala di alta qualità sono piuttosto salati (possono superare anche il centinaio di euro), ma ciò non toglie che una pala di discreta fattura possa comunque fare bene il suo lavoro. Il team sconsiglia vivamente a detectoristi neofiti ed esperti l’acquisto di una pala scadente ed economica, in quanto con tutta probabilità vi abbandonerebbe alla prima spazzolata rovinandovi la giornata e vanificando l’acquisto (un vero spreco di soldi!).

 

Coltelli da scavo

 

Per i “Rambo” del metal detecting esiste un attrezzo in grado di spaccare la terra con un solo fendente! Scherzi a parte, il coltello da scavo è un arnese che in mani esperte permette di cavarsela nelle situazioni più disparate, dal praticello verdeggiante all’aspro sottosuolo di montagna. La sagoma concava, l’affilatura e la robustezza di questo utensile consentono al cercatore di tagliare e “scollare” la zolla di terreno che ci interessa e sollevarla facendo leva, in modo tale da facilitare l’individuazione dell’oggetto con l’ausilio di un eventuale pin-pointer, evitando di grufolare tra il fango o la polvere.

                         

n.b. : entrambi i coltelli sono stati testati e sono attualmente utilizzati da due membri del team

 

 

Palette e trowel

 

Per i cercatori più meticolosi e con la necessità di dover scavare con maggior cura e attenzione esistono due attrezzi che garantiscono una fase di scavo più delicata e accorta ai dettagli.

La trowel, nello specifico, è una sorta di “cazzuola” ampiamente utilizzata dagli archeologi, in quanto consente di scostare a poco a poco la terra onde evitare danni e traumi agli oggetti che si trovano nel sottosuolo e in modo tale da non tralasciare eventuali residui (frammenti di ceramica, metallo, ecc..) che in qualche maniera possono concorrere alla ricostruzione storica, artistica o antropologica).

 

La paletta invece è un oggetto più comune, utilizzato per il giardinaggio o, come nel nostro caso, per effettuare buche non troppo impegnative o invasive (non pretendiamo troppo da un attrezzo da giardino insomma!).

 

Riferimenti normativi

 

Art. 4 legge 110/75: “Non possono essere portati, fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, armi, mazze ferrate o bastoni ferrati, sfollagente, noccoliere.
Senza giustificato motivo, non possono portarsi fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, bastoni muniti di puntale acuminato, strumenti da punta o da taglio atti ad offendere, mazze, tubi, catene, fionde, bulloni, sfere metalliche, nonché qualsiasi altro strumento non considerato espressamente come arma da punta o da taglio, chiaramente utilizzabile per le circostanze di tempo e di luogo, per l’offesa alla persona”.

Partendo da questo assunto legislativo, possiamo dedurre che portare con sé uno o più degli strumenti sopraelencati non si rischia di incorrere in sanzioni nel caso in cui questi oggetti vengano utilizzati ESCLUSIVAMENTE per praticare la nostra attività di metal detecting. Qualunque uso improprio o porto abusivo di tali strumenti comporta conseguenze molto gravi, e ci vuole poco a passare dalla parte del torto. Durante il tragitto in auto o a piedi gli attrezzi vanno custoditi e riposti in una borsa o in uno zaino, per essere utilizzati solamente durante le fasi ricerca.

 



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                                                                                              Mattia, redazione Doctor Metal